Dentro il groove

Off The Wall – Michael Jackson

Michael Jackson (1958-2009) — cantante, ballerino e compositore statunitense, universalmente riconosciuto come il “Re del Pop”. Con una carriera che ha attraversato cinque decenni, ha ridefinito i confini della musica popolare, della danza e dell’intrattenimento. “Off The Wall” del 1979 è considerato il suo primo vero album da solista — quello che ha rivelato al mondo un artista destinato a cambiare la storia della musica.


Ascoltandolo si nota subito che la canzone è interamente governata dal basso — cosa inusuale nei brani pop. Di solito ci sono strumenti specifici per evidenziare la sonorità del brano. Qui invece è il basso che padroneggia quasi l’intera sequenza, e la voce di Michael che definisce le melodie.

Il basso costruisce un groove irresistibile che diventa la firma del pezzo. Tanto che qui trovate una splendida versione di Kurena Ishikawa — si distingue perché canta il brano suonando contemporaneamente il contrabbasso.

“Groove, let the madness in the music get to you”
“Groove, lascia che la follia della musica ti raggiunga.”

canta Michael. E in effetti è proprio il groove il vero protagonista del brano: una corrente ritmica che trascina via pensieri, preoccupazioni e resistenze.

C’è anche un aspetto interessante: non è semplicemente ritmo, né melodia. È quella particolare alchimia che fa sì che la musica smetta di essere ascoltata e inizi a essere vissuta.


Anche io per anni ho ascoltato questo brano senza mai notare il basso. Poi un giorno ho spostato l’attenzione e ho scoperto un mondo completamente nuovo. Era sempre stato lì. Aspettava solo che io imparassi ad ascoltarlo.

Di solito quando ascoltiamo un brano, mettiamo enfasi sul ritornello e spesso non ascoltiamo gli strumenti in secondo piano che accompagnano la base — come ad esempio il basso.

Allora facciamo un esercizio: ascoltiamo quali note suona il basso quando parte il ritornello: “tonight…”

Lo si percepisce meglio nel brano di Kurena. Se focalizzo la mia mente verso questo dettaglio, scopro sonorità nuove, piacevoli.

Scommetto che non ci avevi fatto caso! Eppure è sempre la stessa canzone!

Quando sposti l’attenzione scopri un livello di bellezza che prima ti sfuggiva. Questa attenzione al dettaglio ti fa notare la grandezza del capolavoro.


A volte i brani vanno ascoltati da una prospettiva diversa. È un po’ come osservare un dipinto: da lontano cogli l’insieme, ma è avvicinandoti che scopri le pennellate.

Nella musica succede qualcosa di simile. Se isoliamo mentalmente i singoli strumenti, il brano si scompone e rivela dettagli che nell’ascolto abituale passano inosservati.

Nello specifico, la concentrazione solo sul basso ci fa capire come la bellezza di una canzone non sia soltanto nella melodia che cantiamo, ma anche nei dettagli che sostengono tutto il resto.

Eppure, più ci concentriamo su un elemento, più ci accorgiamo che la musica non è fatta per essere divisa: esiste davvero solo quando tutto si muove insieme.

Anche la batteria di John Bonham in Stairway to Heaven mostra bene questo principio: non è un semplice accompagnamento, ma un elemento che costruisce progressivamente il brano e ne guida l’evoluzione.


Il groove è forse la forma più pura di presenza nel momento. Non puoi essere nel groove e pensare al passato o al futuro. Il groove esiste solo nell’adesso.

È quello che i maestri spirituali chiamano presenza totale — e Michael Jackson lo aveva capito meglio di chiunque altro.

Forse è proprio questo il messaggio più profondo del brano. Non parla soltanto di una serata spensierata o di una pista da ballo. Parla della capacità di lasciarsi andare, di smettere per un momento di controllare tutto e concedersi il lusso di vivere l’istante.

D’altronde Michael non potrebbe essere più esplicito:

“Lascia che la follia della musica ti raggiunga”
“Vivere da matti, è l’unico modo”
“E divertiti e basta.”

Non è un invito all’incoscienza, ma a deporre per qualche minuto il peso delle preoccupazioni. A volte la felicità non va cercata: basta smettere di opporle resistenza.

Entra nel groove.

“Non sono le note che suoni, ma quelle che non suoni.”

  • Miles Davis

“Più ascolti, più senti.”

  • Herbie Hancock

Michael Jackson (1958-2009): cantante, ballerino e compositore statunitense, universalmente riconosciuto come il “Re del Pop”. Ha venduto oltre 750 milioni di dischi in tutto il mondo.

Kurena Ishikawa: contrabbassista e cantante giapponese, nota per le sue straordinarie cover di brani famosi in cui canta e suona simultaneamente.

Miles Davis (1926-1991): trombettista e compositore statunitense, considerato uno dei più grandi musicisti jazz della storia.

Herbie Hancock (1940): pianista e compositore statunitense, uno dei più influenti musicisti jazz e fusion della storia della musica.

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