Ogni cosa è illuminata!

La notte dei desideri – Jovanotti

Sono appassionato di musica, ormai si è capito. Le emozioni che provo con alcuni brani sono indescrivibili, spero lo sia anche per voi. Non scelgo le canzoni in base al testo ma sono i suoni e la ritmica che mi attirano.

“Una musica mi chiama verso sé.”

Non sono in grado di dirvi se il messaggio che percepisco da questo bellissimo brano è frutto della mia mente o di qualcosa di più profondo. Scrivo le parole così come mi vengono, prendendo spunti dal testo della canzone.

Come dice il testo “Vedo stelle che cadono” — qui ci sono tantissime stelle su cui soffermarsi a meditare.

Alcune frasi ricordano il libro del Profeta Ezechiele:

“Vedo un turbinio di…”
“…Attraversano la terra desolata”
“Una musica mi chiama verso sé”
“Le montagne…si frantumano e diventano di sabbia”
“…al passaggio di un momento di splendore”

Il Profeta, nel linguaggio biblico, è colui che vede le cose che accadranno in futuro. La domanda che sorge spontanea è: Siamo profeti della nostra vita?

Possiamo influenzare il nostro futuro attraverso le immagini che coltiviamo nella mente?

Non lo so con certezza.

So però che ogni grande impresa, ogni invenzione, ogni cambiamento personale nasce prima come un pensiero. Prima di diventare realtà è stata immaginata da qualcuno.

Forse non possiamo controllare ciò che accadrà. Possiamo però scegliere quali immagini alimentare ogni giorno: la paura oppure il coraggio, la rinuncia oppure la speranza.

Quando pensiamo con questa modalità dobbiamo seguire alcune linee guida per attivare la creazione attraverso l’intuito.

Le religioni induiste e buddhiste ci aiutano in questo senso attraverso la meditazione. Fare una pulizia dei pensieri, eliminando soprattutto quelli negativi:

“Un po’ oltre le miserie dei potenti e le fredde verità della ragione
“Un po’ oltre le abitudini correnti e la solita battaglia di opinione”

Siamo certamente creatori del modo in cui interpretiamo e affrontiamo ciò che ci accade.

“Vedo i barbari che sfondano il confine e mi guardano dal vetro dello specchio”

I barbari siamo noi stessi allo specchio, con i nostri pensieri negativi.

Non pensare troppo al futuro, vivi nel presente:

“Cosa pensa un trapezista mentre vola? Non pensa mica a come va a finire.”

Ricordarci che abbiamo sempre e solo noi la scelta:

“Ho due chiavi per la stessa porta, per aprire al coraggio e alla paura.”

Pensare in grande:

“Tutto il cielo si riflette nel mio occhio.”


C’è un’ultima frase su cui vale la pena soffermarsi:

“Vedo gli occhi di una donna che mi ama e non sento più il bisogno di soffrire.”

Perché dice “sento” il bisogno di soffrire invece di dire semplicemente “non soffro più”?

Perché viviamo nel mondo fisico attraverso i sensi — il tatto, la vista, il dolore. Sono loro che ci fanno percepire la realtà esterna.

Ma proviamo a fare un piccolo esperimento mentale: eliminiamo temporaneamente i sensi.

Ecco che l’anima viene liberata. Nel mezzo di una meditazione profonda non senti più il tuo corpo — non hai braccia, gambe, peso. Sei parte di qualcosa di infinito, senza confini.

E allora la frase acquista un significato completamente diverso: se posso sentire il bisogno di soffrire, posso anche sentire il bisogno di gioire. Sono io a scegliere quale senso attivare.


“Le montagne che dividono i destini si frantumano e diventano di sabbia al passaggio di un momento di splendore che spalanca la porta della gabbia.”

Vuoi uscire dalla gabbia? Puoi farlo. Puoi polverizzare le montagne.

Puoi scegliere la direzione. Poter dirigere i propri pensieri è il più grande vantaggio che abbiamo.

Chiudi gli occhi. Cosa vedi per il tuo futuro?

“Se esprimi un desiderio è perché vedi cadere una stella, se vedi cadere una stella è perché stai guardando il cielo, e se guardi il cielo è perché credi ancora in qualcosa.”

  • Bob Marley

Bob Marley: Cantautore e attivista giamaicano, simbolo universale di pace, libertà e unità dei popoli. Nel 1978 ricevette la medaglia della pace dalle Nazioni Unite. Scomparso nel 1981.

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