Classifiche deludenti

Comfortably Numb – Pink Floyd

I Pink Floyd non hanno bisogno di presentazioni.

Secondo molti, questo brano contiene uno dei più grandi assoli di chitarra mai registrati.


Classifica o no, rimane uno spettacolo incredibile. È un continuo crescendo, sempre più su, sempre più su verso l’infinito.

Secondo me però è sbagliato classificare opere d’arte come questa. L’arte è così — va apprezzata per ciò che è. Magari a qualcuno non piace neanche questo brano.

A proposito di classifiche, mi vengono in mente un Vasco Rossi arrivato ultimo a Sanremo e uno Zucchero penultimo con “Donne”. Questo dimostra che la graduatoria è relativa al metro di misura creato da noi. È come se dovessimo decidere qual è il miglior fiore valutandone la forma e il colore. Ma il profumo come lo valutiamo? Non è importante?

Un artista vuole prima di tutto trasmettere con gioia le sue canzoni. Usa il richiamo sonoro per contattare la nostra anima. Non si ferma di certo alle prime delusioni.

Oppure la classifica serve a qualcos’altro?


Mi piace pensare che dietro certe delusioni ci sia qualcosa che non riusciamo ancora a vedere. — chiamatelo Universo o Dio — che ci ha messo lo zampino.

In che senso?

Qualcosa o qualcuno ha fatto in modo che le cose andassero proprio così. Mettere alla prova del fuoco — attraverso la delusione — Vasco e Zucchero. Capire se la loro energia proveniva dall’ambizione, dall’orgoglio di diventare famosi, oppure se questo fuoco interiore, alimentato dall’anima, voleva propagarsi all’esterno per essere donato agli altri a prescindere di come sarebbe andata.

La delusione smaschera i falsi progetti, fa venire a galla la verità. Ti chiede: chi vuoi veramente essere?

Vasco e Zucchero avevano la fame di proseguire nel loro percorso artistico, di creare capolavori. Perché ci credevano! Al di là di ogni grande delusione, il fuoco non si è mai spento.

Se avessero vinto Sanremo, come sarebbe andata?
Chissà.

A volte sembra che le cose vadano a rotoli e tutto storto. Forse, dietro la realtà o le apparenze, qualcuno ti vuole avvisare. Ti vuole stimolare con dei piccoli segnali per sensibilizzarti.

“Solo una piccola puntura di spillo.”

Eppure a volte sembra che siamo diventati insensibili a questo Universo che forse opera per il nostro bene.

“Sono diventato comodamente insensibile.”


Anche David Gilmour, prima del successo, era disposto a tutto pur di vivere di musica. Arrivò perfino a suonare per strada tra Francia e Spagna, fino a ritrovarsi ricoverato per malnutrizione.

Della serie: io voglio fare il musicista.

Quella fame, quella determinazione — la stessa che senti in ogni nota di questo brano. Non è un caso.


Questo immenso brano conferma l’esistenza di qualcosa di superiore con le stesse parole:

“Quando ero bambino, ho avuto uno sguardo fugace”
“Con la coda dell’occhio”
“Mi voltai a guardare, ma non c’era più.”

Come ho scritto qui, i bambini sono forse più in contatto con la loro anima. C’è quella purezza, quella consapevolezza innata e gratuita che gli serve per crescere. Purtroppo col passare del tempo, quando si diventa adulti, mantenere questo contatto diventa più difficile a causa della nostra crescente insensibilità.

“Il bambino è cresciuto, il sogno è svanito”
“Sono diventato comodamente insensibile.”

Svegliati. Il fuoco è ancora acceso.

“Mi ci sono voluti quattro anni per dipingere come Raffaello, ma una vita per dipingere come un bambino.”

  • Pablo Picasso

“Il segreto del genio è portare lo spirito del bambino fino alla vecchiaia, il che significa non perdere mai l’entusiasmo.”

  • Aldous Huxley

Pink Floyd: band britannica fondata a Londra nel 1965, considerata una delle più influenti della storia della musica rock e progressiva.

David Gilmour: chitarrista e cantante dei Pink Floyd, considerato uno dei più grandi chitarristi della storia della musica rock.

Pablo Picasso: pittore e scultore spagnolo, considerato uno dei più grandi artisti del XX secolo.

Aldous Huxley: scrittore e filosofo britannico, autore di “Il Mondo Nuovo”. Considerato uno dei più importanti intellettuali del XX secolo.

Torna in alto