Gli Iron Maiden sono una band heavy metal britannica fondata a Londra nel 1975. Considerati una delle band più influenti della storia del metal, sono noti per i testi complessi che spesso citano storia, letteratura e mitologia. “Brave New World” del 2000 è uno dei loro album più amati e rappresentativi.
Quando mi sono promesso di scrivere tutto ciò che mi passa per la mente quando ascolto un brano mi son detto: se la canzone mi coinvolge musicalmente allora c’è qualcosa da approfondire. A prescindere dal genere, anche se il senso della canzone andasse contro le idee di questo blog.
Anch’io sto imparando a convivere con le mie paure ed è giusto che racconti la mia personale verità.
Con questa premessa, e cercando di invitare le persone a chiedersi il perché di tante cose, oggi parliamo di un brano Heavy metal degli Iron Maiden. L’energia trasmessa in questo live è a dir poco incredibile.
Animusica non parla solo dell’anima quando è serena, illuminata e in pace. Esiste anche l’altra faccia della medaglia. L’anima umana attraversa anche il dolore, la rabbia, la disillusione, il senso di tradimento, la perdita.
E quando sei arrabbiato c’è bisogno di un brano come questo che rispecchia esattamente come ci si sente in quei momenti. Ignorare queste dimensioni significa raccontare solo metà della storia.
“Lost my love, lost my life…”
“Ho perso il mio amore, ho perso la vita”
“In questo giardino di paura.”
Qui non si sente soltanto aggressività. Si sente qualcosa di diverso. Una persona che non riconosce più il mondo in cui vive. Una persona che si chiede perchè questa realtà a volte è così dura.
“What you see is not real”
“Ciò che vedi non è reale.”
La rabbia che emerge dal testo non è rabbia distruttiva fine a sé stessa. È la rabbia di chi vede un mondo che ha perso qualcosa di essenziale.
Sentiamo giornalmente notizie di ingiustizie, violenze su bambini e donne. Ma siamo ormai quasi anestetizzati da quello che succede intorno a noi. La ripetizione incessante di queste informazioni negative forse ci sta portando verso il sonno totale.
A furia di sentire “Al lupo al lupo” ad un certo punto smetti di preoccuparti. E l’anestesia che riceviamo ogni giorno — a piccole dosi ma continuamente — sta iniziando a dare i suoi effetti.
“All is lost, sold your souls”
“Tutto è perduto, avete venduto le vostre anime.”
Anche questo brano ci evidenzia sempre i soliti due livelli: il livello superficiale — rabbia, disperazione, denuncia; il livello più profondo — nostalgia dell’autenticità, ricerca di qualcosa che ci liberi da questa oppressione generale.
Due livelli, ma curiosamente anche due ritmi. Il brano è composto con due battiture ritmiche diverse che si alternano più volte.
E qui avviene la rivelazione.
Nel primo livello ci sono solo parole di dannazione, sofferenza, sfogo e disperazione:
“Lost my life, lost my dreams”
“Ho perso la vita, ho perso i miei sogni.”
“Strappami le ossa dalla carne”
Nel secondo livello le parole sono sempre le stesse. Il messaggio qui è molto chiaro:
“A questo nuovo mondo coraggioso”
“Un mondo nuovo e coraggioso”
“In un mondo nuovo e coraggioso.”
È come se gli Iron Maiden volessero darci l’antidoto dell’anestesia. La frase viene ripetuta ossessivamente — non come una celebrazione, ma come un richiamo continuo al mondo in cui viviamo. Richiamo identico a quello dei Led Zeppelin:
“nel caso non lo sapessi, il pifferaio ti sta chiamando.”
Il titolo stesso è rivelatore perché richiama il romanzo distopico “Brave New World” di Aldous Huxley, dove la società sembra perfetta ma ha sacrificato libertà, autenticità e umanità.
Nel “mondo nuovo” Huxley descrive una società futura in cui gli esseri umani sono prodotti in laboratorio e condizionati dalla nascita per essere felici e obbedienti, divisi in caste rigide. La libertà, l’amore e il pensiero critico sono stati eliminati in nome della stabilità e del consumo.
La frase finale del brano ci invita proprio a questo:
“Bring this savage back home”
“Riporta questo selvaggio a casa.”
Nel romanzo il “selvaggio” è l’unico che non si è adattato completamente al sistema. Potremmo interpretarlo come la parte più vera dell’essere umano — quella che soffre, ama, si ribella e non accetta di vivere anestetizzata.
Ed è lì che troviamo il coraggio di mettere in discussione ciò che sappiamo essere sbagliato. La nostra unica speranza è convertire l’energia della rabbia in energia utile per tirare fuori la nostra natura reale — selvaggia se serve — per eliminare le ingiustizie e partecipare alla creazione di un mondo nuovo e coraggioso.
E qui vedo un collegamento molto forte con il tema di Animusica.
Forse l’Anima non è solo quella che medita in silenzio davanti a un tramonto.
Forse l’Anima è anche quella che, davanti a un’ingiustizia, si arrabbia. E quella rabbia — quando nasce dall’amore per qualcosa che si sta perdendo — non è una debolezza.
È un segnale che sei ancora sveglio.
È un segnale che sei ancora vivo.
Che cosa succede quando non riconosci più il mondo che hai intorno? A volte ho la sensazione di vivere in un mondo artificiale, e sento il desiderio di tornare a qualcosa di più autentico.
Forse il selvaggio non è il problema. Forse è l’ultima parte di noi che si rifiuta di addormentarsi.
“L’uomo è nato libero, e dappertutto è in catene.”
- Jean-Jacques Rousseau
“Il contrario dell’amore non è l’odio, è l’indifferenza.”
- Elie Wiesel
Iron Maiden: band heavy metal britannica fondata a Londra nel 1975 da Steve Harris. Considerati una delle band più influenti della storia del metal, hanno venduto oltre 100 milioni di dischi nel mondo.
Aldous Huxley (1894-1963): scrittore e filosofo britannico, autore di “Il Mondo Nuovo” (Brave New World, 1932) — uno dei romanzi distopici più importanti della storia della letteratura.
Jean-Jacques Rousseau (1712-1778): filosofo e scrittore ginevrino, considerato uno dei padri dell’Illuminismo europeo. Le sue idee sulla libertà naturale dell’uomo hanno influenzato la Rivoluzione Francese.
Elie Wiesel (1928-2016): scrittore e attivista rumeno naturalizzato americano, sopravvissuto all’Olocausto. Premio Nobel per la Pace nel 1986. Autore di “La Notte”, testimonianza fondamentale della Shoah.