Walking In My Shoes – Depeche Mode
Se c’è un argomento su cui dobbiamo assolutamente concentrarci per liberarci della gran parte dei nostri problemi è sicuramente il giudizio.
Tralasciando i vari livelli di giudizio che vengono affrontati nei tribunali, vorrei concentrarmi sul giudizio tra persone comuni.
Siamo tutti esseri umani ma allo stesso tempo molto diversi. Ciascuno di noi esprime i propri pensieri sulla base del proprio vissuto. Ognuno crede quindi di essere nel giusto e di poter esprimere il proprio disappunto se vede qualcosa che, secondo lui, è sbagliato.
Colui che stiamo giudicando però potrebbe avere le sue buone ragioni.
“But I promise now …”
“Ma adesso prometto, mio giudice e giurati”
“Le mie intenzioni non potevano essere più pure”
“Ma prima che tu arrivi a qualche conclusione”
“Prova a metterti nei miei panni”
“Inciamperai nei miei passi.”
Ma da cosa nasce questa voglia di giudicare, di odiare il prossimo?
Ci fa sentire più giusti? Ci sentiamo meglio dopo aver odiato qualcuno?
Non significa che dobbiamo essere indifferenti e lasciar perdere. Dico solo che non abbiamo tutte le informazioni per esprimere un giudizio coerente.
Lo scopo della nostra evoluzione non è guardare agli altri ma dentro noi stessi. Guardare agli altri è solo tempo perso che non porta miglioramenti ma ci rende solo più tristi o arrabbiati.
Osservare senza giudicare non significa giustificare ciò che è sbagliato. Significa comprenderlo senza esserne travolti.
Ma allora come faccio a sapere se sono nel giusto o nello sbagliato? E come faccio a non giudicarlo per ciò che ha fatto? Sembra quasi che non mi importi il dramma che sta vivendo quella persona.
Ecco la risposta:
“La capacità di osservare senza valutare è la più alta forma di intelligenza.”
— Jiddu Krishnamurti
Lo ammetto — non è una risposta facile da applicare. Anzi, è forse la più difficile di tutte.
Osservare senza valutare significa andare contro la nostra natura più istintiva — quella che in una frazione di secondo classifica, etichetta e giudica.
Eppure sento che è l’unica strada possibile. Non perché sia comoda. Ma perché è quella che porta davvero da qualche parte.
Come ha detto Krishnamurti — non serve essere perfetti. Serve solo essere abbastanza consapevoli da accorgersi quando stiamo giudicando.
E in quel preciso istante — fermarsi.
Questa è la verità suggerita da questo brano: Se mi guardi e mi giudichi, inciamperai nei miei passi.
Prima di giudicare, cammina un po’ nei suoi passi.
“Non giudicate e non sarete giudicati.”
- Luca 6,37
“Quando giudichi un altro, non definisci lui, definisci te stesso.”
- Wayne Walter Dyer
Jiddu Krishnamurti: filosofo e maestro spirituale indiano, considerato uno dei pensatori più originali del XX secolo.
Wayne Walter Dyer: psicologo, scrittore e docente statunitense. Il suo libro più famoso è “Le vostre zone erronee”.