Oltre la Bellezza

The Cinema Show – Genesis

I Genesis sono una band britannica di rock progressivo fondata nel 1967. Considerati uno dei gruppi più influenti della storia della musica rock, hanno attraversato diverse fasi creative con formazioni diverse. Tra i membri più famosi: Peter Gabriel, Phil Collins, Tony Banks, Mike Rutherford e Steve Hackett.


Li avevo conosciuti solo superficialmente ascoltando l’album “Abacab”. Ho poi approfondito la cosa scoprendo quale diamante avessero nascosto così bene. E che dovevo ancora scoprire.

9 anni prima di Abacab hanno composto l’album Selling England by the Pound — un album incredibile. Non ci sono aggettivi per definire la grandezza di quest’opera. Qui si nota la massima esaltazione di tutti i musicisti, nessuno escluso. L’hanno composto all’età di 22/23 anni. Incredibile.

Sono rimasto molto tempo indeciso su quale brano scegliere — tutti mi stimolavano in un modo o nell’altro. Alla fine ho deciso di dare un tributo all’intero album, non a una singola canzone.

Meritano un ascolto anche queste due gemme: Firth of Fifth” e “I Know What I Like”. Duemila anni dopo Nerone, ben 500.000 persone infuocano Roma!


Se vuoi cercare l’oro, devi scavare e setacciare il fango — non fermarti alla prima pepita. Anche se diventi ricco, continua a cercare. Quando meno te l’aspetti troverai altri capolavori ancora più grandi, inesplorati, da decifrare, il cui valore supera ogni immaginazione.


“The Cinema Show” parla di Romeo e Giulietta, due amanti che si preparano per andare al cinema. Ma il testo racconta anche la storia mitologica di Tiresia — cieco, prima uomo poi diventato donna. Ci sono diverse versioni della storia su Wikipedia se volete approfondire.

Ma cosa c’entra Tiresia con la visione del cinema? E Romeo e Giulietta?

Voler trovare un senso a ogni cosa è una tentazione comprensibile — ma a volte la risposta più onesta è semplicemente non sapere. Facciamoci sempre le domande, ma lasciamo andare se non troviamo una risposta.


Ascoltando questo album diverse volte ho notato una curiosità nella sua copertina.

Il cantante del gruppo Peter Gabriel era rimasto colpito da questo quadro della pittrice Betty Swanwick — “The Dream” — tanto da volerlo per rappresentare il brano “I Know What I Like (In Your Wardrobe)”. Aveva chiesto alla pittrice di aggiungere anche il tosaerba perché calzava meglio con il brano.

Cosa ho visto?

Tre soggetti e sullo sfondo un bel giardino curato. Una fila di persone a destra. Una fila di persone a sinistra. Una persona che dorme sulla panchina.

Le persone a sinistra guardano tutte in alto, con le mani alzate — sembrano sorprese dalla bellezza dello spettacolo. Le persone a destra guardano tutte in basso e sembrano tristi, anche le mani sono basse. La persona che dorme è il giardiniere — sta riposando dopo il pranzo. Ha lasciato i resti sotto la panchina.

Intitolato “The Dream”, il quadro trasmette secondo me le diverse situazioni della vita umana. A volte siamo felici, a volte tristi. Un saliscendi di emozioni tenute in equilibrio nel momento in cui siamo centrati nella vita. Al centro del quadro c’è il giardiniere che sta sognando.

Qual è il messaggio? Riusciamo a conoscere noi stessi solo quando ci escludiamo dalla vita mondana? Per comprendere meglio la nostra anima non servono le cose esteriori? Seppur belle?


“Fai un piccolo viaggio indietro con padre Tiresia”
“Ascolta il vecchio parlare di tutto ciò che ha vissuto”
“Ho attraversato attraverso i poli, per me non c’è mistero”
“Quando ero uomo, come il mare mi infuriavo,”
“Quando ero donna, come la terra donavo.”
“In realtà c’è più terra che mare.”

“Come la terra donavo” — eccola qui la risposta!

Non c’è più la dualità di Giulietta e Romeo. Non c’è più la dualità uomo e donna di Tiresia. Non c’è più la dualità delle persone a destra o a sinistra. Felici o tristi.

Come la terra dona — dona te stesso. Fai del tuo giardino evolutivo uno spettacolo di colori e allora capirai di essere al centro del tuo mondo. E prima o poi, da buon giardiniere, raccoglierai i frutti e ne apprezzerai i profumi.

Tra le nove persone dipinte nell’opera, solo quella che dorme — o sogna — sembra aver capito
come vivere. Ed è l’unica a non preoccuparsi di ciò che accade là fuori.

Sogna. È lì che tutto ha senso.

“Parlare di sogni è come parlare di film, dato che il cinema usa il linguaggio dei sogni. Possono passare anni in un secondo e puoi semplicemente saltare da un posto all’altro.
È un linguaggio fatto di immagini. E nel vero cinema, ogni oggetto e ogni luce significa qualcosa, come in un sogno.”

  • Federico Fellini

“La tua visione diventerà chiara solo quando potrai guardare nel tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna; chi guarda dentro, si sveglia.”

  • Carl Gustav Jung

Genesis: band britannica di rock progressivo fondata nel 1967, considerata una delle più influenti della storia della musica rock.

Betty Swanwick: pittrice britannica (1915-1989), nota per il suo stile onirico e simbolico. Il suo quadro “The Dream” è diventato famoso grazie alla copertina dell’album dei Genesis.

Federico Fellini: regista e sceneggiatore italiano, considerato uno dei più grandi cineasti della storia. Ha vinto quattro premi Oscar per il miglior film straniero.

Carl Gustav Jung: psichiatra e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica e uno dei pensatori più influenti del XX secolo.

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