Il possibile miracolo

This is not America – David Bowie & Pat Metheny Group

Secondo me gli artisti, che siano pittori, musicisti o scrittori, sembrano possedere una particolare sensibilità. Come se una parte di loro fosse in contatto con qualcosa che va oltre la semplice dimensione fisica dell’individuo.

Non so cosa sia. C’è chi lo chiama ispirazione, inconscio, anima o semplicemente creatività. Ma ascoltando le loro testimonianze si scopre un elemento ricorrente: molti artisti spesso raccontano di aver avuto la sensazione che qualcosa gli fosse “arrivato”.

Per usare un’immagine moderna, è quasi come collegarsi a Spotify e ricevere il download di un brano che ancora non esiste su questo pianeta.

Tra le tante storie che sembrano confermare questa impressione ce n’è una che riguarda David Bowie e Pat Metheny. La musica di This Is Not America nacque prima: Metheny e Lyle Mays composero una melodia destinata al film Il gioco del falco. Quando Bowie la ascoltò, qualcosa in quella atmosfera sembrò aprire uno spazio creativo. In poche ore nacquero il testo e la linea vocale.

È come se la musica di Metheny avesse creato un passaggio emotivo e Bowie avesse trovato le parole per darle voce.

Da dove arrivano davvero le intuizioni creative? E perché Bowie sentì il bisogno di dire “This Is Not America”?

La cosa interessante è che Bowie non stava dicendo solo: “L’America che vediamo è sbagliata”. Il testo sembra contenere una frattura tra un ideale e la sua manifestazione reale.

L’America, nel suo immaginario, non è solo una nazione. È un simbolo: libertà, sogno, possibilità, futuro. Dire “This Is Not America” significa quasi dire: “Quello che stiamo guardando non corrisponde a ciò che dovrebbe essere.”

Forse Bowie non stava accusando un Paese. Stava mettendo in discussione una distanza: quella tra il sogno e la realtà, tra ciò che una cosa dovrebbe rappresentare e ciò che spesso finisce per diventare.

“This Is Not America” è una domanda: quando una cosa perde il legame con ciò che dovrebbe rappresentare, è ancora veramente quella cosa?

“For this could be the biggest sky”
“Perché questo potrebbe essere il cielo più grande”

Quel “potrebbe essere il cielo più grande” sembra quasi contenere la risposta. Non è ancora quello che potrebbe essere. Esiste ancora una possibilità, un cielo più grande da raggiungere.

Magari il vero tema non è da dove arrivano le canzoni, ma perché alcune persone sentono il bisogno di darle voce. E Bowie, in questo brano, sembra aver sentito il bisogno di ricordare una distanza tra il mondo che abbiamo costruito e quello che, nel profondo, sappiamo potrebbe esistere.

E mai come adesso percepiamo questa distanza. A livello globale, non solo circoscritta all’America.

Uno dei passaggi più interessanti del brano, con un gioco di parole è questo:

“This is not America”
“Questa non è l’America”

“For this is not the miracle”
“Perché non è questo il miracolo”

e poi qui sembra contraddirsi sul miracolo:

“A little piece of you, The little peace in me will die, This could be a miracle”
“Un piccolo pezzo di te, La piccola pace in me, Morirà (questo potrebbe essere un miracolo)”

Quel “piccolo pezzo” che muore potrebbe essere letto in vari modi:

la perdita dell’innocenza; la fine di un’illusione; la morte di una parte di noi che non può più vivere in un mondo che non riconosce.

Ma forse quella morte è anche necessaria. Perché a volte un cambiamento profondo richiede che qualcosa dentro di noi finisca, proprio per poter andare alla ricerca di una nuova strada. È come se ti trovassi in mezzo al traffico, chiedessi informazioni e qualcuno ti dicesse: ‘Stai andando nella direzione sbagliata’

Quel “could be a miracle” non sembra indicare un evento straordinario che arriva dall’esterno, ma una possibilità che nasce dentro l’essere umano: la capacità di trasformarsi quando prende coscienza della distanza tra ciò che è e ciò che potrebbe diventare.

Forse è proprio questo il mistero dell’arte: alcune persone riescono a dare una voce a qualcosa che molti percepiscono senza riuscire a nominarlo.
Metheny aveva creato un paesaggio sonoro; Bowie ha trovato dentro quel paesaggio una domanda.

E forse la forza di certe canzoni nasce proprio lì: nell’incontro tra qualcosa che cerca di emergere e qualcuno capace di ascoltarlo.

“Le opere d’arte sono sempre il prodotto di un rischio che l’uomo corre. Più si va lontano, più l’opera diventa personale, unica e irripetibile.”

  • Rainer Maria Rilke

“Non è ciò che guardiamo che conta, ma ciò che vediamo.”

  • Henry David Thoreau

Henry David Thoreau (1817–1862): Fu uno scrittore, filosofo e naturalista statunitense, tra i principali esponenti del trascendentalismo americano. Nelle sue opere, in particolare Walden, ha esplorato il rapporto tra l’essere umano, la natura e la ricerca di una vita più autentica e consapevole.

Rainer Maria Rilke (1875–1926): Fu uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del Novecento. La sua poesia indaga il rapporto tra interiorità, arte e trasformazione dell’esistenza, cercando nella creazione artistica un modo per avvicinarsi alla dimensione più profonda dell’essere umano.

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