Ciò che resta

Hold the Line – Toto

I Toto sono una band rock statunitense fondata a Los Angeles nel 1977. Il loro stile musicale combina elementi di rock, hard rock, pop, soul, funk, R&B e jazz — una versatilità che li ha resi apprezzati da un pubblico molto variegato. Tra i membri più famosi: Steve Lukather (chitarra), David Paich (tastiere e voce), i fratelli Porcaro e il cantante Bobby Kimball. “Hold the Line” del 1978 è il loro singolo di debutto e una delle pietre miliari del rock degli anni 70.


Certi brani ti colpiscono subito. Altri ti aspettano. Questo mi ha aspettato a lungo — finché non ho smesso di ascoltarlo e ho iniziato a sentirlo davvero.

Si potrebbe avanzare una prima teoria leggendo le parole ma il significato che se ne deduce sembra troppo superficiale.
La storia infatti sembra raccontarci di “mantenere la linea”, di resistere, anche quando l’amore non arriva nei tempi prestabiliti.

Nel mio ragionamento c’era qualcosa che non tornava. Poi, a un certo punto, mi sono accorto di un dettaglio che prima mi era sfuggito. Non stavo ascoltando una canzone sull’amore. Stavo ascoltando una canzone su tutto ciò che l’amore non è. E questa scoperta ha cambiato tutto il modo in cui l’ho percepita.

Ovviamente, come tutti i brani, questa è la mia personale interpretazione. Lungi da me etichettare un capolavoro così importante con idee che forse i Toto non hanno nemmeno preso in considerazione.

A volte i brani non rendono il messaggio chiaro, lasciano in sospeso il testo per farci delle domande, per stimolarci ad usare le nostre intuizioni.

Però, più rileggo il testo, più mi convinco che il vero significato della canzone sia un altro. In ogni caso, anche se l’interpretazione non è ciò che i Toto volevano trasmetterci, il mio ragionamento può servire come guida per la vostra crescita. La mia versione vuole comunque stimolare in voi alcuni concetti che forse vanno approfonditi.


“It’s not in the way that you hold me…”
“Non è nel modo con cui mi trattieni”
“Non è nel modo in cui dici che te ne importa”
“Non è nel modo in cui hai trattato i miei amici”
“Non è nel modo con cui rimarrai fino alla fine”
“Non è nel modo in cui guardi o le cose che dici, che fai.”

In tutto il brano il protagonista ripete:

“Non è questo.”
“Non è quello.”
“Non è nemmeno quest’altro.”

E poi la frase principale:

“Hold the line, Love isn’t always on time”
“Mantieni la posizione, l’amore non è sempre in orario.”

In tutte le frasi lette qui sopra appare sempre “It’s not” — “Non è”. La forma negativa del verbo essere. Quasi volessero togliere invece di aggiungere. I Toto non spiegano cos’è l’amore. Lo ripuliscono da tutto ciò che potrebbe essere confuso con esso.

Come uno scultore che non aggiunge materia, ma la toglie.

Sembra quasi una forma di ricerca spirituale — e vi spiego il perché.


Mi ha ricordato qualcosa che avevo letto tempo fa. Nel pensiero orientale esiste un concetto chiamato “Neti Neti” — e quando l’ho incontrato nel testo dei Toto mi sono fermato.

Non sto dicendo che i Toto avessero questa intenzione. Ma la struttura è sorprendentemente simile: elimino tutto ciò che è falso, finché resta solo ciò che è vero. La verità, quando è vera, emerge ovunque — anche in un brano rock del 1978.

“Neti Neti” tradotto dal sanscrito significa letteralmente “né questo, né quello”. È una pratica meditativa e filosofica indiana usata per scoprire la propria vera essenza. Ci insegna che per trovare chi sei veramente, devi eliminare tutto ciò che non sei.

Poiché puoi osservare il tuo corpo e i tuoi pensieri, tu non sei il corpo e non sei la mente. Ripetendo “non sono questo, non sono quello” — riferito a emozioni, dolori o pensieri passeggeri — puoi lasciarli andare più facilmente, rimanendo un semplice osservatore.


Paragonando il “Neti Neti” alla canzone, questa sembra una lunga sottrazione. I Toto tolgono uno dopo l’altro tutti gli elementi che normalmente associamo all’amore: parole, gesti, promesse, attenzioni, perfino il ritorno di una persona. E più il testo sottrae, più emerge una domanda:

Allora cos’è davvero l’amore?

La risposta non viene mai pronunciata esplicitamente. Rimane soltanto un imperativo che ritorna ossessivamente:

“Hold the Line”
“Mantieni la posizione.”


Ecco allora il senso profondo di “Hold the Line”.

Non è un invito a resistere per orgoglio o per paura di perdere qualcuno. È qualcosa di più sottile: quando hai eliminato tutto ciò che l’amore non è, quando hai tolto le illusioni, le aspettative e le promesse — quello che rimane non è un’emozione.

È una scelta. Ed è quella scelta che vale la pena mantenere.

Che cosa ti aspetti davvero dall’altra persona? Che ti capisca sempre? Che sia presente ogni volta che ne hai bisogno? Che non cambi mai? Eppure le persone cambiano. Crescono, si allontanano, attraversano momenti diversi della vita.

Forse amare significa proprio smettere di costruire l’altro dentro le nostre aspettative. Quando lasci andare ciò che pretendi di ricevere, inizi finalmente a vedere chi hai davanti per ciò che è.

E allora “Hold the Line” assume un significato diverso: non restare aggrappato alle tue aspettative, ma restare fedele alla scelta che hai compiuto.


E forse è proprio questo il passaggio più difficile della vita adulta. Non imparare ad amare — ma imparare a distinguere l’amore vero da tutto il resto. Dai il meglio di te senza pretendere che l’altro soddisfi ogni tua aspettativa.

Da giovani inseguiamo le emozioni perché sembrano la prova che siamo sulla strada giusta. Con il tempo scopriamo che le emozioni vanno e vengono. Ciò che resta è la capacità di rimanere fedeli a ciò che abbiamo riconosciuto come vero, anche quando l’entusiasmo si è affievolito.

I Toto non ci spiegano cos’è l’amore. Ci invitano a fare qualcosa di più difficile.

Togliere.
Togliere le parole.
Togliere le promesse.
Togliere le aspettative.
Togliere perfino le definizioni.
E osservare ciò che rimane.

Forse è lì che inizia l’amore.

Togli tutto. Ascolta ciò che rimane.

“La perfezione si raggiunge non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere.”

  • Antoine de Saint-Exupéry

“Per arrivare a ciò che sei, devi lasciare andare ciò che non sei.”

  • Meister Eckhart

Bobby Kimball (1947): cantante principale dei Toto nei loro primi quattro album, incluso “Hold the Line” e “Rosanna”. La sua voce potente è quella che si sente nei brani più famosi della band tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80.

Steve Lukather (1957): chitarrista e cantante dei Toto, considerato uno dei più talentuosi chitarristi della storia del rock.

David Paich (1954): tastierista, cantante e principale compositore dei Toto. Figlio del famoso arrangiatore Marty Paich, ha scritto alcuni dei brani più famosi della band tra cui “Hold the Line”, “Africa” e “Rosanna”.

Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944): scrittore e aviatore francese, autore de “Il Piccolo Principe”.

Meister Eckhart (1260-1328): teologo, filosofo e mistico tedesco, considerato uno dei più grandi mistici cristiani della storia.

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