Christopher Cross (1951) — cantautore statunitense, vincitore di cinque Grammy Award nel 1981 con il suo album di debutto, un record ancora imbattuto. “Sailing” del 1980 è considerata una delle canzoni più belle della storia della musica pop — un brano capace di creare un’atmosfera unica, sospesa tra il sogno e la realtà.
Ci sono canzoni che ascolti. E poi ci sono canzoni che ti fanno respirare in modo diverso. Sailing appartiene alla seconda categoria.
La prima volta che l’ho ascoltata ho provato una sensazione strana — qualcosa che assomigliava alla serenità. Non quella che cerchi affannosamente. Quella che arriva quando smetti di cercare.
Le parole del testo parlano di un viaggio simile a quello di cui parlo nel Post “Conosci te stesso“. Ascolta il “suono del vento” e vedrai che — se ascolti bene — ti porterà a fare un viaggio indimenticabile.
“If the wind is right you can sail away and find tranquility”
“Se il vento è giusto, puoi navigare via e trovare tranquillità.”
Le parole sembrano scontate, sembra di leggere un testo che parla di seguire il vento.
Ma da un punto di vista più profondo, il vero senso del brano secondo me è un altro — molto più affascinante.
La vela citata nel testo può essere vista come la nostra anima:
“Oh the canvas can do miracles, just you wait and see, believe me”
“Oh le vele possono fare miracoli, tu aspetta e vedrai, credimi.”
La tela della vela è un oggetto banale. Eppure, quando incontra il vento, diventa il mezzo che ti porta oltre l’orizzonte.
Allo stesso modo, noi umani quando siamo soli tendiamo a muoverci sempre negli stessi spazi interiori. Le stesse paure, gli stessi pensieri, le stesse abitudini.
Ma quando entriamo in contatto con qualcosa di più grande — un ideale, un amore, una passione, una dimensione spirituale, la musica stessa — improvvisamente diventiamo capaci di andare molto più lontano.
La vela è il secondo livello — quello che non si vede, quello che non si spiega, quello che ti porta oltre l’orizzonte quando smetti di cercare e inizi semplicemente ad ascoltare.
Forse l’hai provata anche tu questa sensazione — quando una canzone, una persona o un’idea ti ha portato improvvisamente molto più lontano di dove pensavi di poter arrivare.
Sapendo che ognuno di noi ha già una vela pronta per partire, per esplorare le parti di noi ancora sconosciute, questa vela diventa uno strumento importantissimo.
Forse non la usiamo perché non sappiamo nemmeno di averla. Siamo occupati con altre cose. Tutto il tempo.
Ma non è tutto qui il mondo.
Il nostro compito è iniziare a crederci, anche solo per un minuto. Sì, potremmo pensare di essere pazzi, folli. Ma perché non provarci?
Facciamo quel primo scalino, con tutti i dubbi, anche se non ci crediamo fino in fondo.
Nel testo compare questa frase:
“Fantasy gets the best of me.”
“La fantasia ottiene il meglio di me.”
Ad una lettura superficiale sembra una fuga dalla realtà. Ma il finale aggiunge:
“It’s not far back to sanity, at least it’s not for me”
“Non è ancora lontano dalla sanità mentale, almeno non è per me.”
Come a dire: non sto impazzendo, non sto scappando, sto semplicemente guardando oltre.
Ed è qui che emerge una riflessione importante per tutti noi.
Esiste una differenza enorme tra evadere dalla realtà e trascenderla. La musica non serve a dimenticare il mondo. Serve a ricordarci che il mondo potrebbe essere più grande di quello che vediamo ogni giorno. Evadere significa allontanarsi dal mondo. Trascenderlo significa vederlo da una prospettiva più ampia.
Tornando alla mia prima sensazione sulla serenità:
E se la serenità non fosse un porto da raggiungere, ma un vento da imparare ad ascoltare?
Forse la vela è già spiegata. Stiamo solo aspettando di accorgercene.
Spiega la vela. Il vento pensa al resto.
“Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi la voce, ma non sai da dove viene né dove va.”
- Vangelo di Giovanni 3,8
“Non siamo esseri umani che vivono un’esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che ivvono un’esperienza umana.”
- Pierre Teilhard de Chardin
Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955): gesuita, filosofo e paleontologo francese, considerato uno dei pensatori più originali del XX secolo. La sua opera cerca di conciliare la scienza con la spiritualità.