Questo post è in un certo senso il sequel di “Mi passi la chiave Inglese?”
Iniziamo dal semaforo rosso — uno dei tanti ostacoli della vita.
In questo caso anche il video ha un significato particolare, almeno secondo la mia opinione.
“Waiting for the light to change from red”
“Aspettando che la luce cambi da rossa.”
La scena inizia con un’auto ferma, di notte. Una luce rossa — probabilmente un semaforo.
Si ingrana la prima ed è subito giorno. È la vita di tutti i giorni che scorre — viaggi stupendi, sorrisi, movimento.
L’auto non è più ferma e porta le viaggiatrici nel deserto. All’inizio quel deserto sembra un luogo di desolazione e sconforto, senza una direzione precisa. Ma forse è proprio lì che inizia qualcosa.
Nel viaggio troviamo il tempo di farci domande più profonde:
“Thinking over all the things you said to me …”
“Ripensando a tutte le cose che mi hai detto”
“Tutti i tuoi sogni stanno morendo al sole.”
I sogni e i desideri limitanti della sola vita materialista stanno morendo al sole. Forse non è questa la strada giusta da percorrere.
“Pretty soon there’ll be nowhere left to run away”
“Molto presto non ci sarà più nessun posto dove scappare.”
Il Pianeta, la natura ci stanno inviando messaggi sempre più forti per scuoterci. E quando sei nel panico cerchi una soluzione, chiedi aiuto — “portami con te” — e qui iniziano a cadere tutte le cose superflue, quelle per cui ti accorgi che non hanno più senso.
“Baby won’t you take me with you?”
“Tesoro non mi porterai con te?”
“Perché non voglio stare da solo stanotte.”
La soluzione non è semplice ma è fattibile. Come?
Guardiamo il video… (minuto 2:15)
Ritorna la notte. Ed è qui che si comprendono meglio alcuni messaggi.
L’auto — le cose materiali — non serve più. È ferma, abbandonata con le luci accese: strumenti inutili per andare oltre la nebbia.
Di notte cambia tutto. Non si procede più con ciò che è esterno, ma con ciò che è interno. Nessun altro può farlo al nostro posto.
Le due ragazze non sono ferme. Corrono verso qualcosa, nel buio, ma certe della loro destinazione.
Alla fine arrivano a destinazione solo con le loro forze — correndo, attratte da qualcosa di superiore.
Serve solo la volontà di entrare in strade che non conosciamo.
È come una metamorfosi. L’auto di giorno mi è utile e mi porta dove desidero — ma non verso la vera conoscenza.
Di notte l’auto non mi serve. Devo usare altri strumenti, quelli che trovo solo nel mio cuore, nella mia anima. Nessun altro può farlo al mio posto.
E qui il deserto cambia volto.
Non è più il luogo della desolazione — diventa il luogo del silenzio fecondo, dove le domande trovano finalmente lo spazio per trasformarsi in risposte.
Nella nostra “Notte dei Desideri”, nel nostro intimo, riusciremo da soli a trovare la strada che ci serve. Non ci sono navigatori intelligenti, auto veloci o app tuttofare.
La felicità ha un indirizzo preciso, ma non si trova nel mondo del solo materiale.
“Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio.”
- Antoine de Saint-Exupéry (da Il Piccolo Principe)
Tiësto: DJ e produttore musicale olandese, considerato uno dei pionieri della musica elettronica mondiale.
Antoine de Saint-Exupéry: scrittore e aviatore francese, autore de “Il Piccolo Principe” — uno dei libri più letti e amati di tutti i tempi.